Vorrei sapere perchè

Paola ha un figlio di due anni.

Ma per quello che racconta potrebbe averne anche 16.

Ci sono momenti che vorrei non finissero mai.
Perché l’educazione non è sempre e solo un problema.
Momenti in cui io e mio figlio siamo così in sintonia che sembrano quasi irreali. Magici.
Non c’è alcuna barriera tra noi. Sembra che sappia quello che voglio da lui.
In quei momenti io so quello che desidera da me.
Poi però…
L’incantesimo si rompe. Perdo la connessione e mi altero.
Cominciamo a parlare lingue differenti.
Perché non capisce quando gli dico di non rovesciare il latte sul divano?
Non sono sempre io?
Anzi, sembra che la sua mente non riconosca il “non” e riceva solo affermazioni.
Non fa il contrario di quello che gli dico, semplicemente fa quello che gli dico di non fare.
Questo mi fa perdere il controllo.

Non lanciarlo! E lo lancia.
Non saltare sul letto! E salta.
Non arrivare in ritardo come al solito! E continua a non arrivare all’ora stabilita.
Basta con quel telefono! E non si stacca.

A volte ho la sensazione che mi sfugga qualcosa di essenziale.

Non so perché sono in sintonia.
Non so perché talvolta la perdo.
Mi piacerebbe saperlo.

Se fossi più consapevole di quello che accade tra me e mio figlio potrei migliorare il mio autocontrollo ed essere più serena.
Esistono delle leggi che governano la relazione?

Sì Paola, esistono.

Conoscerle darebbe a lei e a tutti noi un potere nuovo sulla nostra vita e rivoluzionerebbero il modo in cui comunichiamo con gli altri.

Queste leggi che regolano la buona interazione con i figli sono le stesse che ci fanno sentire bene come adulti nelle nostre relazioni quotidiane. Psicologi, terapeuti, neuroscienziati cercano da anni di comprendere che cosa hanno in comune quelle persone che riescono a stabilire relazioni empatiche con gli altri. Usando parole e concetti differenti, sono però giunti a conclusioni identiche. Becky Bailey, psicologa statunitense, ne individua almeno sette.

Una di queste è la legge dell’Attenzione. Dai tuoi figli hai ciò su cui ti concentri. Se desideri da tuo figlio un po’ di ordine, e gli parli di quanto è disordinato secondo questa legge potrebbe non essere una buona idea. Ricorda che la mente di un bambino molto piccolo fatica a riconoscere il valore della negazione, per cui gli devi sempre indicare quello che vuoi che faccia! (ricorda che l’adolescenza è una seconda nascita!)

In un certo senso, quando ti relazioni con le persone (e con i tuoi figli) hai sempre due opzioni a disposizione e senza saperlo ti concentri su una delle due. O ti concentri su quello che vuoi che accada o su quello che vorresti evitare.

I genitori sereni sanno quello che vogliono, sono presenti a loro stessi e consapevoli di quello che sta accadendo nella relazione. Rimangono connessi perchè sanno esprimere con voce calma, calda e ferma ciò che desiderano. Sentono se si stanno alterando e riportano la loro attenzione su quello che desiderano che accada o che vogliono provare. Sanno che una mente alterata può solo pensare (e gridare) quello che non vuole.

L’Attenzione è la prima legge che governa la relazione del genitore consapevole. La più importante fonte di serenità.

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